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Deliri di oggi (e dimenticanze di ieri)

Ottobre 11, 2009
ROMA – “Sono sempre stato assolto. Due volte ho avuto la prescrizione, che non è una condanna. Sono l’uomo politico più perseguitato di tutta la Storia, di tutte le epoche del mondo, con 2500 udienze. Non sono comunque impensierito”. Il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri si è nuovamente scagliato contro quelli che da sempre definisce gli attacchi della magistratura, assicurando che per difendersi in tribunale in questi anni ha speso “200 milioni di euro per i giudici… Scusate, per gli avvocati” (un lapsus corretto immediatamente dopo che i ministri al suo fianco gliel’hanno fatto notare).
San Silvio Martire

Esilaranti dichiarazioni di Berlusconi del 29 Gennaio 2003, tratte da Blob del 7 Ottobre 2009.

Cambiato idea?
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La legge è di nuovo uguale per tutti

Ottobre 7, 2009

Da Repubblica.it: “ROMA – Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l’articolo 3, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l’articolo 138, che impone l’obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria. Lo hanno deciso, a maggioranza, i giudici della Consulta, riuniti in seduta plenaria dalla mattinata di ieri, a proposito del provvedimento che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato.”

Sempre da Repubblica.it: “La bocciatura a tutto campo, da parte della Corte costituzionale, colpisce un provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Che, prima, lascia commentare l’esito della vicenda al sottosegretario Paolo Bonaiuti: “Una sentenza politica, ma il presidente, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto”. Poi, uscendo da Palazzo Grazioli, non si tiene: “Vado avanti. La Consulta è politicizzata. E’ di sinistra”. E aggiunge: “Dobbiamo governare per cinque anni con o senza il Lodo. Non ci ho mai creduto perché una Corte Costituzionale con 11 giudici di sinistra era impossibile che approvasse tutto questo”. Insieme, una filippica contro i giornali e i giornalisti di sinistra, i programmi di approfondimento di sinistra, il capo dello Stato “che sapete da che parte sta”. Per concludere così: “A me queste cose mi caricano. Andiamo avanti. Viva Berlusconi”. Più tardi, quando gli riferiscono le parole di imparzialità che arrivano da Quirinale (“Il capo dello Stato sta dalla parte della Costituzione con assoluta imparzialità”), il Cavaliere perde quasi le staffe: “Non mi interessa quello che dice Napolitano. Mi sento preso in giro”.
Subito dopo arriva il commento, decisamente più tecnico, del ministro della Giustizia che porta lo stesso cognome del Lodo: “E’ una sentenza che sorprende, e non poco, per l’evocazione dell’art.138 della Costituzione. La Corte Costituzionale – afferma il Guardasigilli – dice oggi ciò che avrebbe potuto e, inevitabilmente, dovuto dire già nel 2004 nell’unico precedente in materia”. Poi, Alfano spiega: “E’ incomprensibile come abbiano potuto spendere, nel 2004, pagine su pagine di motivazioni relative alla rinunciabilità della sospensione processuale, alla sospensione della prescrizione e tanto altro ancora senza fare alcun riferimento alla necessità di una legge costituzionale. Tale argomento, preliminare e risolutivo, è inspiegabile che venga evocato quest’oggi”. E, a “Porta a porta”, comunque, fa sapere che il governo non intende proporre un disegno di legge costituzionale.
Duro l’avvocato Niccolò Ghedini, avvocato del premier: “Questa è una sentenza con cui la Corte rinnega principi da se stessa già enunciati. Si pretende, contro la volontà popolare, che il presidente del Consiglio anzichè occuparsi dei problemi nazionali ed internazionali, sia costretto a seguire evanescenti processi”.
Berlusconi ritorna imputato. La sentenza, sul piano pratico, sblocca i due processi milanesi a carico del premier (per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato inglese Mills, e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset), congelati proprio a causa del lodo. La Corte ha quindi accolto i dubbi di legittimità sollevati dai magistrati del capoluogo lombardo. La Consulta ha invece dichiarato inammissibile il terzo ricorso, proposto dal gip di Roma chiamato a decidere se archiviare (come chiesto dalla procura) la posizione di Berlusconi – indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori, eletti all’estero durante la scorsa legislatura. Corte divisa. I giudici costituzionali sono entrati in camera di consiglio ieri, ma la giornata si è conclusa con una fumata nera. Da qui la seconda riunione, quella odierna: mattinata ancora con un nulla di fatto, e poi, nel pomeriggio, la pronuncia è arrivata. Una scelta non facile, quella dei giudici. Anche perché tra i membri della Corte si è consumato uno scontro tra i favorevoli e i contrari. Fino alla decisione finale: a quanto sembra nove dei quindici membri si sono espressi per l’illegittimità, sei erano di parere diverso. Il caso Bossi. Prima della pronuncia della Consulta, le parole più forti le ha pronunciate Umberto Bossi: “Non sarà bocciato, speriamo bene: ma non si può sfidare l’ira dei popoli. Se il lodo sarà bocciato la Lega trasformerà le elezioni regionali in un referendum sul premier”. Parole, le sue, che hanno provocato reazioni forti di condanna, da parte di tutti i partiti di opposizione. Le motivazioni della sentenza. Si conosceranno solo tra qualche settimana, quando il giudice relatore, Franco Gallo, le avrà messe nero su bianco, per poi sottoporle nuovamente al voto dei giudici in camera di consiglio.”

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No Giampi, no party

Ottobre 1, 2009

Pubblico gli interventi di Marco Travaglio e Patrizia D’Addario nella puntata di Annozero di questa sera, 1° Ottobre 2009.

Marco Travaglio: In Italia fare i giornalisti non conviene – Intervento di Marco Travaglio nella puntata di Annozero del 1° Ottobre 2009. Travaglio spiega l’anomalia tutta italiana delle querele ai giornalisti, che, contrariamente agli altri Paesi, sono convienienti solo per il querelante e mai per il querelato.

  

Patrizia D’Addario su Berlusconi, Tarantini e i festini di Palazzo Grazioli - Patrizia D’Addario interviene in diretta, in collegamento da Bari, ad Annozero. La D’Addario parla dei festini di Berlusconi e delle due serate a cui lei ha partecipato: nella seconda serata si è fermata per la notte, come già era stato rivelato dalle dichiarazioni della stessa D’Addario e delle sue registrazioni pubblicate da L’espresso.

 

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L’opposizione che non c’è

Settembre 30, 2009
Ironia involontaria (foto di puffodrax su Flickr)

Ironia involontaria (foto di puffodrax su Flickr)

 ”Camera, PD e UDC assenti salvano lo scudo di Tremonti” di Luca Telese, Il Fatto Quotidiano, 30.09.2009

“Ieri il Fatto domandava: “Ma il Pd dov’è?”. Ieri, puntuale, il Pd ha risposto: siamo momentaneamente assenti. Almeno fino al congresso. Purtroppo il Parlamento non si ferma: ieri si votava la pregiudiziale di incostituzionalità dell’Italia dei valori contro scudo fiscale (tutte le opposizioni si erano associate). Risultato: presenti 485, votanti 482, astenuti 3, maggioranza 242. Contro lo scudo 215, a favore 267. Traduzione: malgrado la ressa sui banchi del governo, Pdl e Lega sarebbero andati sotto (70 assenze su 329) e lo scudo sarebbe stato bocciato. Peccato che in aiuto del centrodestra sia arrivato il soccorso “rosa”. Quasi un deputato Pd su quattro era altrove (28% di assenze, 59 su 216). Quasi al completo i dipietristi (24 su 26). Più virtuosa del Pd è stata persino l’Udc (8 assenti, 29 al voto su 37). Bastavano 27 deputati di opposizione, quindi, per seppellire il mega-condono. Domani pubblicheremo i nomi degli assenteisti salvascudo. Ma quattro a caso ve li anticipiamo: Franceschini, Bersani e D’Alema. I veri leader.”

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Presidente, non firmi!

Settembre 27, 2009


Vi invito ad aderire all’appello di Bruno Tinti dalle pagine del Fatto Quotiano, che chiede al presidente della Repubblica Napolitano di non firmare lo scudo fiscale: 

Signor Presidente,
 il Senato ha approvato l’emendamento Fleres alla legge che ha istituito lo scudo fiscale. Se anche la Camera lo approvasse, Lei resterebbe l’ultima difesa.
Signor Presidente, con questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediarie professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento.
Le prime due previsioni, in realtà, non cagioneranno un grave danno al concreto esercizio della giustizia penale: da anni (dal 2000) una legge costruita all’esplicito scopo di impedire i processi penali in materia di reati fiscali assicura l’impunità alla quasi totalità degli evasori. Perché l’evasione fiscale costituisca reato bisogna evadere un’imposta superiore a 103.000 euro per ogni anno di imposta; e i casi di evasione superiori a tale soglia si aggirano intorno al 10 % del totale. E’ormai impossibile celebrare un processo per falsa fatturazione, e dunque anche per frode all’Iva comunitaria: quando si scopre una “cartiera” (una società che emette fatture false) e quindi si scoprono gli “utilizzatori finali” (secondo una recente definizione che ha avutomolto successo) di queste fatture, poi non si può fare un unico processo ma tanti quanti sono i luoghi in cui questi utilizzatori hanno il loro domicilio fiscale; il che è fonte di tali sprechi di tempo e di risorse da garantire nella quasi totalità dei casi la prescrizione. Infine, una delle forme più insidiose di evasione fiscale, quella commessa mediante la sistematica falsificazione della contabilità (il sistema seguito dalla quasi totalità degli evasori), è stata considerata un reato lieve, punito con una pena massima di 3 anni di reclusione; il che significa che nessuno va mai in prigione per via di sospensione condizionale della pena, indulto, affidamento in prova al servizio sociale.
Quanto al falso in bilancio, non è certo una novità che dopo la riforma della legislazione societaria voluta dal governo Berlusconi (che ha consentito allo stesso Berlusconi di essere assolto in molti processi in cui era imputato per questo reato), in Italia di processi del genere non se ne fanno più: il falso in bilancio è divenuto un reato fantasma, che c’è in astratto ma non si processa mai in concreto.
Ma la nuova legge contiene una norma che è una calamità: essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di donne, sequestratori di persona e altri delinquenti di grosso livello.
Signor Presidente, il danaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino. Il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenzia visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano il loro denaro a Miami e lo “ripuliscono”pagando circa il 50 per cento: questo è il prezzo del riciclaggio. Se passasse questa legge, avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore: lo scudo fiscale costa solo il 5 per cento.
E’ vero, la nuova legge prevede che la possibilità per banche e altri intermediari di non rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio sia limitata ai reati fiscali e al falso in bilancio. Ma, signor Presidente, chi glielo spiegherà alle banche (che certamente non hanno molto interesse a scoraggiare queste iniziative da cui ricavano dei bei soldi) che i capitali che rientrano provengono da un traffico di armi e non da evasione fiscale? Come distinguere il provento dell’evasione fiscale da quello di altri truci e violenti delitti?
Non si può, signor Presidente: questa legge garantirà ai peggiori delinquenti una prospera e sicura verginità.
Signor Presidente, questa legge è una bandiera dell’illegalità: dove non avrà concreti effetti sul piano penale, trasmetterà un messaggio di opportunismo: renderà evidente a tutti che adempiere ai propri obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle imprese, è un’ingenuità, peggio è antieconomico. E’ una legge criminogena perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo tutti che “pagare le tasse” è cosa inutile, perfino stupida, tanto,prima o poi …. E dove invece e purtroppo avrà concrete conseguenze, sitratterà di un formidabile favoreggiamento nei confronti delle forme più gravi di delinquenza organizzata. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Magistratura non potranno nemmeno trovare le prove di questi reati, forse conosciuti per altre vie, poiché il provento del reato sarà ormai sparito.
Signor Presidente non firmi questa legge; eviti che il nostro Paese sia sospinto ancora più in fondo nel precipizio di illegalità, peggio, di immoralità che ci sta separando dai Paesi civili.

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Alla faccia loro

Settembre 26, 2009

Santoro e Travaglio ad Annozero 

“Berlusconi cita in particolare “tutte le trasmissioni” di informazione di Raitre, da Annozero a Ballarò a Report, “tutte trasmissioni contro la mia parte politica e contro di me”, afferma. “Io ormai – aggiunge – non guardo nemmeno più la televisione, perché per la Rai sembra che Berlusconi sia diventato il simbolo di ogni male. Ma gli italiani lo sanno e, per questo, mi assegnano il 68,4% del consenso”. Secondo il premier, dunque, “la manifestazione per la libertà di stampa che la sinistra promuove è veramente il contrario della realtà: siamo circondati nella stampa, nella tv, nella politica da troppi farabutti”.” (15 Settembre 2009)

“[Santoro, ndr] È bravo. Efficace. Ha successo. Lo guardiamo tutti, anche perché i gatti spiaccicati attirano sempre lo sguardo. E lui è e la sua squadra sono specialisti nello spiaccicare la gente sull’asfalto del loro linciaggio pubblico. Lo guardano tutti, il Michele. Ma anche Vallanzasca, detto il bel René,funzionava bene nelle rapine, era molto professionale. Michele, con professionalità, rapinala buona fede e pure il canone.” (Renato Farina, Il Giornale, 25 Settembre 2009)

“Annozero è tv spazzatura, è ora di finirla. Convocherò i vertici Rai” (Claudio Scajola, 25 Settembre 2009).

Dopo questo avvio del talk show della Rai possiamo misurare fino in fondo quanto sono bugiardi coloro i quali convocano per il 3 ottobre una manifestazione a difesa della liberta’ di stampa che sarebbe conculcata dal centrodestra. ‘Anno zero’ rimane una trasmissione faziosa, contraddittoria con la natura del servizio pubblico”. (Fabrizio Cicchitto, 25 Settembre 2009)

“‘Nessuna novita’ sotto il sole di Annozero: Travaglio e Santoro hanno recitato la loro solita parte, quella a cui ci hanno abituato. E questa sarebbe l’informazione ‘controllata’ dal centrodestra? Esiste per caso una trasmissione del servizio pubblico faziosa come Annozero? Ieri sera nelle case degli italiani, opportunamente influenzati dalla campagna di stampa che ha preceduto la messa in onda di Annozero, e’ entrata l’aggressione, la calunnia, la demagogia e certo non l’informazione.” (Jole Santelli,Pdl, 25 Settembre 2009)

“Stop al gossip” (Renato Schifani (parlando di Annozero, 26 Settembre 2009)

“Possibile che al Pd sfugga il fatto che i cittadini non pagano il canone per dover subire i comizi di Santoro e Travaglio? Nel servizio pubblico, i cui proprietari sono i cittadini, deve finire l’era delle trasmissioni concepite contro qualcuno o qualcosa, o nelle quali qualcuno debba sentirsi come aggredito o come vittima predestinata”. (Daniele Capezzone, 26 Settembre 2009)

“E’ diventato attuale insultare il Presidente del Consiglio. Ci sono trasmissioni come ‘Annozero’ intitolate ‘farabutti’ che insultano anche al prezzo di essere anti-italiani. Quando si insulta il Presidente del Consiglio, si insultano tutti gli italiani”  (Maria Stella Gelmini, 26 Settembre 2009)

“Le cifre parlano chiaro: 22,8% di share (la media della stagione precedente era del 19,68%), il record assoluto della trasmissione in quattro anni, come da cartello orgogliosamente appeso ieri in redazione. 15 milioni e 294mila contatti per una media di 5 milioni e 592mila ascoltatori, con una permanenza media del 35,56%. Ciò significa che ben 1 telespettatore su 3, come accade solo nelle fiction più seguite, è rimasto incollato dall’inizio alla fine a Annozero . Una bella lezione per Berlusconi. Il monologo del Premier sull’Abruzzo aveva ottenuto il 13.47% e 3.219.000 spettatori, ma partiva da 16 milioni di contatti e dalle medie record di Rai1.” (Wanna Marra, Il Fatto Quotidiano, 26 Settembre 2009).

Alla faccia loro.

Segnalazioni:

- “Abuso di potere” (di Giovanni Valentini, Repubblica.it): LINK

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Le avventure bipartisan di Giampi Tarantini

Settembre 24, 2009

Intervento di Marco Travaglio nella prima puntata di Annozero del 24 Settembre 2009. Marco parla di Giampaolo Tarantini e le sue avventure bipartisan, dai favori al centro-sinistra nella sanità pugliese alle escort per Papi Silvio Berlusconi.

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Letta indagato, ma nessuno lo racconta

Settembre 23, 2009

A dare la notizia dopo 10 mesi è il Fatto Quotidiano, diretto da Antonio Padellaro e cofondato da Marco Travaglio, e oggi in edicola con il suo primo numero (già esaurito in tutta Italia alle 8 del mattino): Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è indagato da 10 mesi per abuso, turbativa d’asta e truffa.

La prima pagina del Fatto Quotidiano 

La prima pagina del Fatto Quotidiano

L’articolo di Peter Gomez e Marco Lillo è leggibile su Antefatto.it, che ha reso disponibile, in via del tutto eccezionale, una copia in pdf del giornale di oggi: LINK
(L’articolo su Letta è a pagina 3)

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L’utilizzatore funzionante e altri delirii

Settembre 4, 2009


Non riuscendo a tenere dietro a tutto quello che sta succedendo in questi giorni, riporto un ottimo articolo riassuntivo di Marco Travaglio tratto da Antefatto.it:
“Reduce da un piccolo intervento chirurgico in anestesia totale, riprendo la lettura dei giornali, ma non capisco alcune cose.
Davvero s’è dimesso Dino Boffo e non Silvio Berlusconi?
Davvero La Stampa, a proposito degli ultimi sviluppo di Puttanopoli, ieri ha titolato “Berlusconi già cerca Casini”?
Davvero il direttore del Giornale di Berlusconi, cioè del massimo difensore della privacy e del segreto investigativo al mondo, ha pubblicato la foto della vittima delle molestie di Dino Boffo e il certificato del casellario giudiziale del Boffo medesimo, che per legge è accessibile soltanto agli inquirenti e all’interessato?
Davvero Berlusconi ha detto “povera Italia con questa informazione che pubblica tutto il contrario della realtà”, dopo aver nominato o fatto nominare una ventina di direttori di tg, reti televisive e giornali e aver fatto cacciare e/o denunciare e/o sputtanare quelli che osano non appartenergli e/o non obbedirgli?
Davvero Maurizio Gasparri, capogruppo del partito di maggioranza relativa al Senato, ha detto alla Summer School del Pdl a Frascati che, se la Consulta dovesse bocciare la legge Al Fano, “troveremo un avvocato, un Ghedini o un Ghedoni, che troverà un cavillo”?
Davvero l’on. avv. prof. Ghedini (o Ghedoni) ha dichiarato testualmente al Corriere della Sera che, nel processo civile intentato all’Unità, “Berlusconi è pronto ad andare in aula a spiegare che non solo non è un gran porco, ma nemmeno impotente”, anzi, di più: vuole “spiegare a venti milioni di italiani, suoi affezionati elettori, che è perfettamente funzionante” (per maggiore precisione: un utilizzatore finale perfettamente funzionante)?
Davvero il cardinale Bagnasco ha ricevuto in udienza privata il ministro divorziato Umberto Bossi, da sempre molto devoto a Santa Romana Chiesa (“Il Sud è quello che è grazie all’Atea Romana Chiesa, con i suoi vescovoni falsoni che girano con la croce d’oro nei paesi dove si muore di fame: il principale potere antagonista dei padani”, 3 agosto 1997; “È ora di mandare la Guardia di Finanza da certi vescovoni per sapere dove vanno i soldi che hanno raccolto per i poveri. I veri razzisti sono i buonisti, associazioni caritatevoli, tipo Caritas. Agiscono per un solo scopo: riempirsi il portafogli. Come il caporalato delle parrocchie: miliardi di euro in nero gestendo badanti, cameriere eccetera. Sappiamo chi c’è dietro, quali associazioni hanno perso il Dio che sta nei cieli, sostituendolo col dio denaro”, 9 settembre 2002), e il ministro divorziato Roberto Calderoli, talmente affezionato al cattolicesimo da aver proposto nel 1997 lo “sciopero della messa” e da essersi sposato col rito celtico fra simboli nibelungici, druidi, calici di sidro (“che le mani delle nostre donne hanno spremuto dai frutti della terra genitrice”) e giuramenti a Odino (“Sabina, giuro davanti al fuoco che mi purifica: esso fonderà questo metallo come le nostre vite nuovamente generate”)? No, è tutto impossibile perfino per l’Italia. E’ chiaro che sto ancora delirando. Ma quanto durano queste anestesie?” Marco Travaglio

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9 Agosto 1920: nasce un grande Giornalista

Agosto 9, 2009


[ seconda parte | terza parte ]

Ottantanove anni fa, il 9 Agosto 1920, nasceva una persona destinata a rimanere nella storia come un grande, grandissimo giornalista: Enzo Biagi. Un giornalista libero (così come il suo grande amico Indro Montanelli), che non si sottometteva agli ordini dei politici. E proprio per questo, nel 2002, il suo lavoro, insieme a quello di Michele Santoro e di Daniele Luttazzi, venne bollato come “uso criminoso del servizio pubblico” da colui che era presidente allora e che lo è ancora oggi: Silvio Berlusconi. Con quelle parole, pronunciate da Sofia, Berlusconi costringe Enzo ad un esilio forzato dalla Rai durato ben 5 anni: è il cosiddetto “editto bulgaro” (link video). Biagi riesce a tornare davanti alle telecamere il 22 Aprile del 2007, con un nuovo programma: Rotocalco Televisivo. (link video). Enzo non nasconde la sua commozione: “Buonasera, scusate se sono un pò commosso, e magari si vede. C’è stato qualche inconveniente tecnico, e l’intervello è durato 5 anni”. Con poche parole ha dato dimostrazione di un grande stile: nessun insulto, nessun attacco diretto a colui che lo aveva ingiustamente e impunemente cacciato. Che classe. Silvio, prendi esempio.
Ciao Enzo!

“Credo che la libertà sia uno dei beni che gli uomini dovrebbero apprezzare di più.
La libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi, è libertà.”

Enzo Biagi